di un pomeriggio X che non m'hai parlato, ti ho detto che mi manchi e non mi hai risposto.
e così sono andata a fare la pazza, ma infondo non ero nemmeno troppo pazza. lo ero magari nella situazione, ma il tono era pacato. mi passa un fazzoletto che non mi serve ma, dice, che mi servirà. "non piangere elisabè", il fatto è che cara mia io non sto assolutamente piangendo. i miei occhi sono lucidi per loro stessa natura, sono lucidi perchè c'è qualcosa di insopportabile in quest'aria malata che sa solo di morte, di virus, di malattie. è fetida e la finestra aperta fa entrare il gelo del mondo fuori, mica l'aria buona. perchè l'aria buona qui non c'è più, qualche gigante aspirapolvere l'ha risucchiata, mentre tu dormivi e non ti sei accorto di niente."apri la porta così fa corrente", ma non vedi che non serve a niente. entra solo il gelo. come se già non ce ne fosse abbastanza, mentre mi appoggio ad un armadio sconosciuto in un universo sconosciuto e noto con la coda dell'occhio che le tue occhiaie sono di un brutto marrone e devo ammettere che non ti stanno affatto bene. come i capelli troppo cresciuti, la trasandatezza e la carnagione sempre e comunque troppo chiara per far finta di star bene. "ma guarda che lui" ma guardo cosa? non m'importa se è un bravo bambino, perchè sono finiti i tempi in cui credevo nei bravi bambini, nelle redenzioni, nelle azioni positive. nelle parole. quindi, vedi, non importa cosa ha deciso di fare, importa solo quello che ha deciso di dirmi. perchè tanto afferma che non m'ha detto cazzate, è che "tu non me l'hai mai chiesto". e già, ho sbagliato io. mi sono fidata a tal punto che non avevo dubbi, beh, diciamo che me li tenevo per me, perchè almeno qualcuno in questo cazzo di mondo si poteva fidare di questo ragazzo. si doveva fidare di questo ragazzo, non costa tanto dimostrare di crederci, di dare fiducia, non costa tanto dico. non costa tanto fino a quando non arrivano certe sue frasi a farti scontare anche gli interessi maturati nel tempo, perchè in tutto questo tempo ho sempre dimostrato pacata fiducia, mentre dentro si aprivano universi di dubbi e domande mai poste. quindi sì, c'hai ragione, sono io che non ho chiesto. allora, chiedo a lei, vediamo che mi dice. mi dice cose che già so, che non avevo bisogno di sapere perchè in realtà l'unica persona con la quale voglio parlare sei tu. ma tu sei in un stanza a parte, sul tuo letto a due cm da me ma in una stanza a parte, un compartimento stagno a coprirti con km di occhiaie marroni. spero che almeno ti tengano al caldo. spero che tengano al caldo te e tutte le persone futili ed inutili che passano per quella stanza piena di tutto. la mia camera non è più così, ho fatto fuori tante cose e non c'è niente dietro ai miei armadi. e dietro ai tuoi? [questa è una domanda retorica]. a questo punto mi sento idiota quando parlo di te, di fronte a te, mentre non ci sei. mi chiedo come mai sono venuta mentre la guardo che si toglie la gonna. poi mi affaccio alla finestra, perchè voi non vi accorgete che dentro non si respira e l'aria è viziata, strarespirata, digerita, vomitata e oltremodo affumicata. probabilmente sono solo io che la sento tutta questa negatività. e la sento perchè mi sento in pericolo, ormai entrata in questa spirale di paranoie e di stupide convinzioni e di treni presi in faccia quando non c'è nessuno per te. la tua bicicletta è ancora lì morente, perchè non la butti via non lo so. è l'ultima traccia di quel famoso periodo, di quel famoso te, di quella famosa me. di quell'affamato sentimento."falle un monumento", che cazzo ci scherza questa qui? non ne farei un monumento, queste battute sono scontate, decrepite e non fanno ridere a nessuno, perchè anche se facessero ridere qui dentro non ci sarebbe un cazzo da ridere lo stesso. allora per smorzare metti scrubs, così senti i loro dialoghi patinati invece che le nostre paranoie, perchè lei ha deciso di farmi da psicologa ed in un attimo ha deciso anche che mi conosce benissimo e che sa tutto.e si dispiace. fino alla prossima volta che mi volterà le spalle, fino alla prossima cazzata che scoprirò. parla con me mentre io invece rispondo a te che non parli con nessuno e sembra come se ci avessi prestato la stanza per discutere. il motivo numero uno per cui sono lì sei tu, ed anche il numero due e tre e così via fino a mille. e so che lo sai e so anche che al telefono non mi avevi detto delle sue visite, ma ti ricordi sempre di dirmi che vuoi stare da solo.io invece mi ricordo che ti avevo detto che eri il mio eroe, ed infatti è gente così che può essere considerata la nuova generazione di eroi. gente che si dimena nella propria esistenza e che lascia il tempo scorrere addosso, poi un giorno succede che non riesci più a respirare bene e sudi copiosamente, quasi da annegare. allora il tempo da stand by ti passa tutto davanti agli occhi stralunati e realizzi "ma che cazzo ho fatto fin'ora". e sei diventato quello che non volevi diventare ma che non potevi assolutamente evitare. vero? e se ne sta seduta senza la gonna e se solo ti fosse rimasto un briciolo di desiderio di avere una qualche intesa con me ti gireresti lanciandomi uno sguardo. ma la coppia faccia-schermo della televisione è così ben affiatata che non vorrei disturbare.sigarette passate, posaceneri passati. quante altre cose saranno successe che non so e tiri fuori ricordi che non conosco, storie che non conosco e gente che ho intravisto forse una volta o due, forse mai. forse non me ne frega un cazzo di tutta la gente del mondo, che in questo momento potrebbe bruciare tranquillamente, solo perchè tu hai deciso che comportarsi così ti fa stare meglio "sì sono egoista". ti capisco sempre e comunque, tendo a giustificarti ed odiarti in segreto ma scordandomene immediatamente perchè ho paura di stufarmi di te. delle situazioni, delle bugie, del caos, dell'aria pesante, del silenzio, delle nonchiamate, di tutto quello che stai combinando e che hai combinato senza che io lo sapessi. certe cose, avresti dovuto dirmele. non sono tua madre, cazzo. beati allora i cani distesi sulla schiena con le zampe all'aria che si lasciano coccolare e che sono estremamente felici quando ti vedono. pensare che quel cane mi metteva paura. invece quando mi ha rivista è stato amore. beati i cani che amano in maniera semplice e riescono ad essere amici di tutti. però sotto al computer hai tolto un pò di cose perchè prima era un macello, hai anche dei dvd nuovi che hai visto con gente che non sono io mentre eri da solo. "che bello il castello errante di sticazzi", è bello eh? è bello anche dirle le cose non trovi? è bello anche avere le palle una volta nella vita ragazzina. ed è bellissimo anche credere di avere le palle solo quando si tratta di sbattere in faccia porte ad una persona scomoda. "ho avuto le palle di decidere, di dire no" bel coraggio, complimenti. per fare questo si è inamovibili ma per tutto il resto si è deboli e si piagnucola in macchina una sera che nessuno ci caga e siamo così soli e depressi che la prima persona che chiamiamo è quella che sappiamo che ci ricucirà gli occhi ogni volta. la mia minigonna e i miei stivaletti non c'entrano niente qui e devo andare via ad un compleanno a far finta di stare bene, a far finta che la notte mi addormenti in pace, a far finta che voglio bene a tutti quelli che mi verranno a parlare a far finta che la vita è proprio quella che si vede. ed è ora di andare e sono combatutta perchè non so se quello che provo è desiderio di rimanere o di sparire per sempre. quello che resta è che una volta fuori dalla porta, dopo che ti ho salutato con un solito bacio sulla testa, respiro meglio perchè mi sono bastati pochi minuti insieme per tranquillizzarmi. e chiusa quella porta non so quando la riaprirò ancora, ma adesso sono tranquilla. sono tranquilla per me, non per te perchè ti vedo risucchiato nelle tue stesse occhiaie e ti vedo bugiardo come non t'avevo mai visto. ma certe cose non si evitano, si accettano. si superano. ognuno sceglie di affrontare i guai come crede, la mia scelta è e rimane sempre la stessa: resto ad aspettare.

ho mandato quei messaggi. non riesco a capacitarmi che li ho mandati davvero a quel numero, che appaia davvero quel nome. non è possibile.

grazie perchè avevo deciso davvero di non uscire stasera e invece sei venuta a farmi una bellissima sorpresa. eri preoccupata per me... mi vuoi proprio bene :°
e anche io tantissimo.
fortuna tu che porti il sole.
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tu tum. tu tum. tu tum. tu tum, tu tum, tu tum tutumtutumtutumtutumtutumtutumtutumtutumtutumtutumtutumtutumtutumtutum
CRACK.