le parole che ho in testa sono un caos che fa male.
scriverei che m'ha fatto un male cane quando t'ho visto per la prima volta con un'altra ragazza.scriverei pure che m'ha fatto un male bestia quando ho pensato che non devo più aspettare che passi il tuo periodo nero, ma devo solo accettare che a passare sono io! non devo più attendere niente, non devo più aspettare quella cazzo di chiamata, perchè porca vacca non arriverà mai. stasera ridevi di più, ridevi meglio. stasera ridevi e .. io scriverei volentieri che mi ha fatto un male atroce non essere lì a farti ridere, non essere lì a prenderti sotto braccio, non essere lì. non c'ero, non ci sono, non ci sarò e la cosa peggiore, LA COSA PEGGIORE, è che tutto questo è GIà SUCCESSO. è la terza volta che semplicemente tu...non chiami più. per un motivo o per l'altro, per colpa mia o tua, a un certo punto tu...non chiami più. e porca puttana stavolta c'avevo creduto. stavolta avevo creduto sul serio che poteva essere, poteva succedere. l'unica cosa di cui sono certa è che per l'ennesima volta posso solo guardarti da lontano. guardarti da lontano. e ti scriverei tutte queste cose se non facesse male anche a me ammettere, che poi non è mica un dramma, no cazzo non è un dramma. che importa? non importa nulla se non ci sentiamo più perchè come una cogliona aspetto che tu voglia riprendere a vivere...per poi accorgermi che a vivere hai ripreso benissimo. solo non con me.
e fa male, perchè so che è solo colpa mia Ed.
c'è un muro tanto grande per fare un'altra scritta con la bomboletta?
il caos in camera tua e il caos in camera mia. il divano dove dormivi e il divano dove vedevamo i film. i film che vedevamo, i film che stoppavamo perchè tu volevi vedere ancora la stessa scena ancora la stessa scena ancora la stessa scena, i film che non vedevamo perchè li deridevamo, i film visti al cinema sono più o meno tre suppongo, ma potrebbero essere mille, ma potrebbero non essere stati affatto, i film che mi facevo io, i film che mi faccio ancora. le tue storie confuse, le mie confusioni storiche e perenni ed eterne e che non vanno via nemmeno se le bombardi. i tuoi amici che non capisco, i miei amici che non capisci, come non capisco te e come non capisci me. la sfuriata per la birra, la sfuriata per avermi lasciata da sola, la sfuriata per telefono, la sfuriata sotto casa, le inutili telefonate isteriche, le telefonate col silenzio come unica risposta. i messaggi, della buonanotte che magari non sarebbe stata buona ma poi sarebbe arrivato un altro giorno in cui qualcuno avrebbe chiamato qualcun'altro e allora avremmo riso di tutto, perchè ridevamo di tutto, di tutti e prendevamo in giro il cielo e troppo spesso prendevamo in giro noi stessi, e quello che era vero non lo vedevamo perchè stavamo troppo tempo e ridere. la stazione di notte e il treno che non arriva e allora faccio finta di leggere un libro che dovrei finire per domani, perchè domani ho un esame. il posacenere sopra il petto e fumare nel letto, nessuno aveva fumato nel letto vicino a me nella vita, nessuno si era messo un posacere addosso ed era tutto surreale e quello non era più il mio appartamento, non era più casa mia lontana ma era un'altra casa in cui c'eravamo trovati per caso e in cui non mangiavamo e non dormivamo ma "vuoi una camomilla, dai ci aiuta a dormire", in cui ci svegliavamo senza volerci alzare e "accompagnami a firmare un voto" e la mattina non stai poi così male e allora siamo felici perchè non stai male anche se a camminare fai un pò fatica, ma questo è anche perchè non c'hai mai avuto voglia di camminare. la strada a piedi sempre lamentandoti, la strada a piedi per venirmi a prendere alla stazione e mi prendi la valigia, la strada a piedi fino a casa mia, la strada a piedi per prenderci la pizza ai gamberetti, che io non finivo mai. l'estathe che è sempre al limone. la birra che forse ne ho bevuta anche io insieme a te, o forse sono solo falsi ricordi e magari di quello che so non è successo niente, magari non eri tu, magari non ero io. ma avere quindici anni non si può due volte perchè adesso ci sono esami da preparare, trolley da fare e progetti di cui parlare con parenti vari ed eventuali mentre facciamo l'aperitivo, mentre pranziamo e io non ho mai fame. giorni in cui sarebbe stato più facile piangere invece di continuare a fare i cazzoni, ma lì per lì no nti viene da piangere lì per lì vuoi solo dirti tutto e raccontarti tutto e chiedere e sapere e condividere. condividere anche le conoscenze e allora ti presento quà, ti presento là e non si sa come finisco in una macchina in cui non sarei mai voluta finire. è stato prima o dopo di aver guidato la smart? e poi quella sera bellissima che l'hai guidata tu e abbiamo incontrat loro ed è stato divertente, è stato bello parlare con lei. che non me lo sarei mai immaginato che poi c'avresti dormito insieme, e sarà stato l'effetto sorpresa, sarà stato l'effetto serra ma io ho dato di matto. e mi sono ricordata della prima sera a casa mia lontana, quando non sembrava vero, quando tutto era "ma ci pensavi mai tu?" e quando ad ogni passo io sentivo canzoni rimbombarmi in testa e sgranavo gli occhi perchè magari la prossima volta che sbatto le palpebre svanisce tutto in quel microsecondo. finisce lo stesso tutto, ma senza sbattere le palpebre. finisce perchè ci stufiamo di situazioni ingestibili, di situazioni insostenibili e di tutta questa distanza, che invece bastava una telefonata dopo cinque secondi di chat, che io odio il telefono e lo sapevi ma tu odi la chat e allora mi chiami. delle nostre vite sapevamo tutto, nelle nostre vite non c'erano segreti ma solo problemi e punti di domanda che nel tempo invece di risolversi sono rimasti lì sempre uguali e sempre più pesanti. ma per me sei sempre un eroe. i cd che mi hai fatto suonano ancora e i cd che ti ho fatto sono sul pavimento insieme alla foto che dici cadute come stelel cadenti dal tuo muro, mentre le stelle si reggono ancora e brillano al buio, io non brillo più. ma faccio di tutto un dramma e sono paranoica ma lo sono perchè mi tieni dietro la porta. e sono dal lato sbagliato, ma non perchè dovevo stare nel lato dove sei tu per forza, ma mi piaceva stare dentro e invece mi hai lasciata fuori. e usciamo in direzioni separate, viviamo in direzioni separate e non sappiamo più cosa facciamo. ma quello che mi ricordo è che ci divertivamo, prima. e adesso ho tutti questi e tanti altri ricordi perchè in ogni istante vissuto io registravo tutto quanto e lo mettevo da parte, pensando "per quando se ne sarà andato", sapevo che avrei avuto bisogno di queste immagini a farmi compagnia. con te avevo imparato a gioire per ogni momento, perchè ogni momento era accompagnato dalla paura di perderti. e tutte le cose sembravano fantastiche.
[anche lavare il cane sporco di merda].
paranoica del cazzo. ammetto.
:( di tutto un dramma
ed è giusto che alle mie proposte la risposta sia: no.
triftiffima.

e dato che non c'era, non sono riuscita più a parlare pensando solo a quanto mi avessi presa in giro, a che cosa ci facessi io lì e perchè avessi sperato che infondo era tutto uguale. e dato che non c'era ho pensato alla nostra foto in macchina, ai tuoi portachiavi, alle tue felpe che rimangono i miei oggetti preferiti. oggetti dai quali non mi separo mai. ma dato che non c'era, voleva dire che tu ci sei riuscito. voleva dire che avevi scelto di toglierla, voleva dire che avevi intenzionalmente levato l'ultima traccia di me. dato che non c'era, significava che avevi tolto il primo regalo fatto dopo tanto tempo di silenzio, e che da tanto tempo aveva te come casa. quello era il suo posto, ma dato che non c'era, immagino ne abbia trovato un altro. e non ho pensato ad altro, e non ho pensato ad altro fino adesso.
tu che non chiami. tu che non parli. tu che vai via. tu che fai battute tanto taglienti che arrivano alla carne, e fanno male ma il sangue non si vede. tu che non so a che pensi. tu che non so più dove sei. tu che mi manchi, ma non credo sia più importante ora. non credo che conti veramente quello che penso io.
e mi vengono in mente solo flash che non sopporto, che guastano le serate, le notti, le mattine e i pranzi. confido in un pomeriggio migliore.
ma come faccio adesso?