mercoledì, 30 gennaio 2008

in due sul divano

 ovvero:"dai bobs, raccontami una storia.." "ok bets.." "dev'essere però una storia horrorerotica"

Luca e Victoria* erano mesi che uscivano insieme, ma da quel dì tutto cambiò.

Era una giornata di sole con nuvole a sprazzi qua e là e Victoria camminava allegramente lungo il viale di pesaro, quello principale. “ahahaha” sorrideva qua e là agli uccellini che passavano, fin quando non incontrò quello di Luca. Luca da bravo studente borghese aveva sempre in tasca una mina antiuomo, per l’evenienza, non si sa mai. Quindi quel famoso dì di novembre Victoria e Luca si incontrarono da Ratti** e da subito passera e uccello trovarono cose in comune, quello di pesaro. Mentre i ratti bisticciavano con i volatili, l’intesa sessuale era  un continuo coinvolgersi di emozioni che sprigionavano nei due amanti una sensazione di vortice interno da sprigionare l’un con l’altro :

iniziarono a scoreggiare.

Quindi nel momento di piena passione riempirano con l’estati del loro amore tutta la casa, di lei logicamente, anche se vi sembrarà di ricordare che si trovavano di fuori sul corso di pesaro e successivamente dentro Ratti.

E niente, quindi tutto sfociò in questo amore passionale fin quando non si sa chi, visto che i personaggi sono due, trovò Victoria morta.

Mi sono scordata di dire che non si sa chi ha ucciso chi, chiricchichì, solo quelli col gallo.

“non fare la puttana!”*** .

note:

*: nomi di fantasia (fantasia di roberta)

**: Ratti è un negozio chic di pesaro, facilmente equivocabile con gli animaletti rosicchiatori e portatori di molte malattie.

***: pezzo di una canzone di fabri fibra che in quel momento passava per casa nostra.

anche se vi sembrerà che bobs non possa fare la scrittrice, beh vi sembra male. per me ha del talento.

l'ha detto bets ed erano le 14:53 | link | commenti (21)
martedì, 29 gennaio 2008

ho sognato.

stanotte ho fatto due sogni scollegatissimi ma entrambi inquietanti.

nel primo ero in macchina, precisamente ero nella due posti del padre di ed. precisamente ero nella due posti del padre di ed, seduta dietro. ma certo che ero seduta dietro con ed, perchè davanti c'era suo padre che guidava e sua sorella. la famosa sorella di ed. ... giriamo per civitanova fino a che non ci troviamo sotto casa di matteo, che sta parlando con gab (e gab era proprio il ragazzo che abbiamo visto ieri in piazza e "o ma che è gabriè" "no è troppo magro, ma poi gabriè è più grosso" "no dai adesso glielo chiedo se era lui") e ovviamente il padre di ed si ferma così che io possa scendere e parlarci. mentre scendo dalla macchina matteo si dilegua, e gab inzia ad avvicinarsi con un sorriso sornione di chi sa che in quel sogno non avrebbe dovuto finirci nemmeno per sbaglio. anche se io credevo fosse inverno, lui indossava un costume e basta e come iniziamo a camminare capisco che è diventata estate e che io non ero pronta. inizia a dirmi "ma lo vedi quanto sono magro? guarda, guarda quanto sono magro" e mentre io lo guardo e vedo che cazzoèveramentemagrissimo lui cambia discorso e mi invita a fare un passeggiata sulla spiaggia. "oh ma io non posso fare le passeggiate con te sulla spiaggia, ma daai! non posso guarda...veramente" e intanto mi ricordo che in macchina c'è gente che mi aspetta e mi sento in colpa per averli lasciati lì e penso "madò adesso ed si incazza." e poi penso "ma come faccio a dire a gab che mi sta aspettando proprio QUELLA persona in macchina?" (per capire questo passaggio bisognerebbe sapere tutta la storia dell'under the bridge, che ora non sto a raccontare). alla fine arriviamo davanti alla 2/4 posti e gab inspiegabilmente si dimentica il suo cellulare che io ovviamente custodisco gelosamente e gli leggo tutti i messaggi. ne trovo uno per me con scritto "ahahah lo sapevo che avresti letto i miei messaggi! beh, sorpresa non ce n'è nemmeno uno che parla di te. vaffanculo, non me ne frega più un cazzo". e finisce il sogno con me stupita da quelle parole O_O se commentate, per favore niente analisi da 4 soldi tipo "il tuo inconscio dice che blablablabla". p.s.:mi sono scordata di dire che ed si era incazzato.

il secondo sogno è più inquietante. sono a casa mia, è estate e il salotto ha una grande terrazza piena di sole. io e i miei nipotini guardiamo un cartone animato in cui ad un certo punto un pittore (salvador dalì) si suicida ed è riverso su di un terrazzo. il pittore aveva capelli bianchi, baffoni bianchi, camice bianco. non assomigliava per niente a dalì, era solo un disegno, un cartone animato. i miei nipotini scandalizzati si chiedono "ma perchè si è ucciso?!" ed io rispondo "eh perchè tutti dobbiamo morire prima o poi, dai non succede niente..." e poi l'illuminazione "ma quello è mio padre..sono figlia di salvador dalì" (si sicuramente bets). e quindi dato che mio padre si era ucciso decido che la mia vita nn ha più senso e prendo una pistola, esco sul terrazzo (dove si è materializzato il cadavere del cartone animato) e mi sparo un colpo in testa,precisamente sulla tempia destra. mi butto a terra volontariamente e aspetto di morire. i miei nipoti intanto si vede che erano corsi a chiamare mia sorella, oppure lei è arrivata quando ha sentito lo sparo comunque sia me la ritrovo lì. e dato che ero ancora viva decido di alzarmi per salutarla, mi sembrava maleducato rimanere stesa a fare la finta morta. "ciao maia, mi sono sparata perchè ho scoperto di essere la figlia di dalì e dato che lui si è ucciso sul cartone..." e lei "eh si, si nessuno lo aveva capito..." e io "senti ma mi sono sparata però sono ancora viva, dai vuol dire che non importa, non è successo niente, ok mi sono sparata però adesso basta mica muoio" e lei "no è che ci vuole un pò, all'inizio non senti niente, poi piano piano ..." e io "quindi devo aspettare la morte?!" e da qui il delirio più terrificante, il tempo che scorre, ogni minuto prezioso, io in preda al panico che non voglio morire ma ormai devo e non ci posso fare nulla, mia sorella che mi abbraccia e mi dice "scuuusa, nessuno aveva capito niente...io non avevo capito...scusaa" e io "dai, dai niente, ti perdono, ti voglio bene, te ne ho sempre voluto ma adesso fammi andare a cercare mamma che devo parlare anche con lei prima di.."

e mi sono svegliata perchè stava diventando troppo angosciante. infatti invece che all'una come al solito, mi sono svegliata alle 10 e mezzo. mamma mia che sogno pesantissimo.

dopo questa parentesi dei sogni mostruosi non ha senso aggiungere nient'altro, a presto un nuovo aggiornamento.

 

l'ha detto bets ed erano le 13:10 | link | commenti
domenica, 27 gennaio 2008

io e luca stiamo insieme.

(si legge? lo devo fare più grande?)

a questo punto tutti staranno dicendo: che bello, brava bets. mentre io sto pensando: fino a quando?

perchè prima di addormentarmi invece delle solite cose dolci che dico ho iniziato a dire "mi fai male, questa situazione mi fa male..." e in tutta risposta ho avuto un sospiro.

ora. io lo so che tu non puoi farci niente e che se sto male me lo tengo (?!) perchè non è colpa di nessuno (bwahuahah) se penso le cose che penso (ri-bwahuahu). ma lo vedi che NON RIESCO a fare un discorso riguardante noi che non sia pieno di brutte parole?

non le avrei mai volute pensare queste cose, figurati scriverle. ma succede invece che le penso e le dico e le scrivo e ormai fanno parte di noi e non so proprio come si fa a mandarle via. sono arrivate nella nostra vita, perchè nella nostra vita sono arrivati taaaanti cambiamenti, e perchè tanto lo immaginavo che non avrebbe potuto mai essere uguale. pescara-pesaro-civitanova. non sono brava.

mi serve una balia, qualcuno che ci sia sempre, qualcuno con cui condividerle davvero le cose e non per finta. qualcuno che mi dimostri che ci tiene, che mi dica anche 18398249788 volte le stesse cose solo perchè mi fa stare bene, qualcuno che urli al mondo le frasi che aspetto che tu mi dica da novembre e non l'hai mai fatto! e sono passati due anni insieme e...e poi è arrivato natale e...

e una sorpresa per me, dov'è? e le magie dove sono? io le pretendo.

e non c'entra con i regali, centra con le parole e i fatti. centra con il dimostrarlo. centra con tutte le cose che facevi e non fai. centra con quel dannatissimo cd.

a me piace stare con te, mi piace perchè sei tu, perchè da due anni se ho qualche paura basta che ti chiamo. non te le dico tutte le mie paure, basta solo che parliamo di qualcosa. mi piace stare con te perchè mi piaci tu, e se penso che potresti non esserci, se penso che potresti non esserci...ho tanta paura. ma dimmi come faccio a stare insieme a te così? così che in ogni momento fa male, in ogni momento ci penso e in ogni momento ci soffro.

non è colpa di nessuno, ma non riesco a dire più che questa è la mia bella storia d'amore. perchè mi sembra solo un bel ricordo la storia che avevo con te. al di là delle volte che potevamo scazzare, al di là delle volte che ci siamo azzannati. la mia storia con te è veramente una storia bella.

ma si può andare avanti appigliandosi ai ricordi? si può andare avanti perchè io ho bisogno di te? non dovrei avere bisogno di te perchè è una cosa brutta dipendere dalle persone, questo lo so fin troppo bene. la gente sbaglia, la gente se ne va. e quando qualcuno rappresenta tutto il tuo mondo, quando lo perdi...perdi tutto.

ma fidati che così non si va avanti, si sta sgretolando pezzo pezzo tutto ciò che c'era di bello.

non so dove voglio arrivare con queste parole, volevo solo dire a tutti quelli che si sono preoccupati di avermi lasciata sola, che non ero sola. tutti quelli che credono che non stiamo insieme adesso sanno come volevi che stiamo insieme. tutti quelli che volevano sapere se va tutto bene...beh, fate voi due conti.

mi dispiace, avrei voluto scrivere cose migliori, come tempo fa. ma i pensieri mi vengono di getto e di continuo, mi dispiace davvero. ma io non sto bene.

fai qualcosa. torniamo indietro. metti la retro. fai qualcosa.

domani mi sveglio e vedo che

io e luca stiamo bene insieme.

 

l'ha detto bets ed erano le 10:26 | link | commenti (12)
sabato, 19 gennaio 2008

.

Mi dispiace tanto betti perchè tutte le mie favole brutte le cancellavo con la tua che invece era bella. e quante volte ho pensato "lo vorrei anche io così", e quante volte ho pensato "ma perchè litigano...non lo sanno della cosa importante che hanno", e quante volte quando le mie storie andavano ma le ho pensato "ma tu non mi capisci, sei fortunata" e invece le cose brutte e stupide e senza senso capitano anche a te e mi dispiace perchè pensavo che su due amiche, ne bastava una sfortunata...io ormai mi ci ero abituata ai finali brutti e a non capire le cose e mi andava bene se quella fortunata e felice eri tu, perchè tu mi sapevi aiutare, ma io adesso a te le cose giuste non te le so dire, perchè chi ci si è trovati mai, e mi dispiace che non ti so aiutare, e lo so che i miei mille giri in macchina non servono a niente però...uff so solo essere triste anch'io quando sei triste tu.

la mia favola si è rotta. il mio ragazzo non c'è più, perchè quello che c'era non era proprio il mio ragazzo bravo. non so chi se l'è mangiato ma non mi piace per niente com'era diventato. di questo nuovo, veramente, non so cosa farmene. perchè non è Lucamio. e a me, mi è piaciuto tanto fare le cose con te, perchè con te io ho fatto tutte le cose che si potevano fare nel mondo, però adesso non ti conosco più. questo non sei tu. non sei tu. io mi sono innamorata di un ragazzo bravo, di un ragazzo che queste cose non le fa. ma questo ragazzo non c'è. adesso è arrivato uno che fa tante cose sbagliate, che non si sa che c'ha, che non fa le cose giuste che faceva prima, che è competitivo con ME, che mi mette ansia, che non capisce più le cose che dico e quelle che capisce se le scorda! da novembre a gennaio di tempo ne hai avuto, ma non hai voluto! e adesso non so se devo sperare in una fine dignitosa di questa storia o magari mi sveglio ed è un brutto sogno. però le cose che sono successe sono vere, e da paranoica nevrastenica mi ci hai fatto passare quando invece non era così. ma come hai potuto? ma chi sei? io volevo Lucamio. e nemmeno l'essere fredda con te in quei brutti giorni di dicembre è servito. tu pretendevi da me senza fare niente per me. perchè è gennaio e le cose non sono cambiate, quelle cose che mi hanno fatta star male sono ancora così, e ancora mi fanno stare male...però "eh sei tu che ingigantisci". ma che ingigantisco, sei tu che sei un idiota. che sei cattivo.

si mi dispiace: sei cattivo. e le persone cattive non ce le voglio qui. non ti sei comportato bene, perseveri nel comportarti male e l'unica spiegazione è che non vedevi l'ora che questo accadesse. non hai mosso un dito, non hai fatto una piega. sei rassegnato come lo sono io.

allora è chiaro che io non ce l'ho più una favola. non c'ho più niente. e questi due anni che mi significano se va a finire tutto così in maniera squallida? se io adesso ti guardo mi viene un senso di nausea, per quello che hai fatto...e allora adesso se ripenso a tutte le cose e mi rendo conto che tu non sei tu...che cosa me ne faccio di tutti i ricordi? che me ne faccio...

non volevo gesti eclatanti, volevo solo che finisse quella cosa. e non avrei dovuto nemmeno dirtelo, avresti dovuto fare da solo! invece? invece non solo te l'ho detto io, ma nemmeno hai fatto nulla.

oltre al cd per tutti -_-

tu non mi piaci.

tutte queste cose insieme, una sull'altra fanno venire fuori uno che io non conosco.quello che conosco io viene a casa mia alle due di notte in pigiama. questo...questo fa gesti eclatanti che sono gesti di massa, non riesce a dire di no alle persone idiote, non riesce a tenere lontano chi di dovere...e se qualcosa mi fa soffrire...DICE CHE è SOLO COLPA MIA. a me le tue parole, adesso, mi dici a che servono? dopo 3 mesi che non cambia niente, mi dici che cambia adesso?

perchè non hai fatto niente? perchè "ah io 30 e lode"...perchè "eh no è il tuo turno giochi tu.." perchè??

sono stanca. MA non sono sbagliata.

 

l'ha detto bets ed erano le 03:44 | link | commenti (6)
mercoledì, 16 gennaio 2008

grazie a bobs per il sostegno morale.

a me piace parlare con te senza accorgerci che sono le 4 del mattino. mi piace anche ridere, e mi piace anche piangere con te.

la mia coinquilina è una figa.

 

l'ha detto bets ed erano le 14:06 | link | commenti (1)
martedì, 15 gennaio 2008

fino a qui tutto bene.

questo giorno è finito. che poi è stupido relegare in un giorno-simbolo tutte le ferite ed i dolori di anni, ma certo che questa è proprio difficile come data.

anche senza questo anniversario, io lo so lo stesso che non posso dire "papà". anche senza il 14 gennaio io lo so sempre cosa significa. lo so quando vedo una famiglia vera, lo so quando qualcuno me lo chiede, lo so quando qualcuno mi racconta, lo so quando ogni cosa che racconto della mia famiglia inizia con "mia mamma...mia sorella..." e nessuna volta dico "chissà se mio padre...". lo so quando incontro chi è più fortunato di me, lo so quando guardo le foto, lo so quando vado a letto e quando mi sveglio, lo so quando guardo mia madre, lo so quando penso che mai e poi mai vorrei ristrutturare casa mia perchè quella casa è una prova tangibile di suoi gusti, di sue scelte, e ha registrato così tanti ricordi (brutti e non, ma comunque ricordi) che cambiarla sarebbe come profanare qualcosa di sacro. lo so quando mi siedo sulla sua poltrona, che ormai nessuno lo sa più che una poltrona messa in una certa direzione è la sua poltrona. lo so quando guardo il quadro. lo so quando mi guardo allo specchio e cerco inutilmente pezzi di lui sulla mia faccia, ma perchè non vieni fuori mai? lo so quando mia madre di spiega qualcosa o mi da un parere ed io desidererei tanto sapere cosa direbbe lui. lo so quando la mia casa è vuota e in quella camera io, si ci entro, ma ho sempre dei leggerissimi brividi lungo la schiena. lo so quando vorrei che mi abbracciassi, lo so quando ti direi tante cose che non ti ho detto e piango e urlo e non mi senti perchè non ci sei e io vorrei solo che tornassi un attimo, cinque secondi, solo per avere il tempo di dirti almeno che nonostante tutto il dolore e la malattia e i traumi e le cose spiacevoli e l'infanzia che non è stata infanzia:

tu sei il mio papà ed io, ti voglio bene.

ti voglio bene, ti voglio bene, ti voglio bene, ti voglio bene, ti voglio bene, ti voglio bene, ti voglio bene. ma non l'ho mai detto, non l'ho mai dimostrato, non...io non lo potevo sapere. non riesco e non riuscirò mai a perdonarmi, come posso? non ce la farò mai. questo peso è il mio e me lo tengo e non posso condividerlo con nessuno, non posso passarci sopra, non posso.

ed ho imparato che la vita è un conto alla rovescia, e certe volte non vedo niente di bello, non c'è niente, è tutto vuoto e spento e non ha senso, è come se aspettassi di non esserci più. non c'è rosa, non ci sono cuori, nè niente. c'è solo il panico, il tempo che passa, la morte. certe volte, veramente, posso solo addormentarmi perchè il cuore batte sempre più forte, impazzisce, l'aria arriva ma non è abbastanza, arranco, sbarro gli occhi, muovo le mani come se affogassi, ma l'unica acqua che c'è sono le lacrime. allora devo spegnare tutto, reset.

poi si ricomincia. tutto da capo, tutto come prima. sto bene, sì, grazie. no, non è niente. si, si. chiudo tutto in un cassetto, o in un paio di cassetti, e apro la mente alla vita come vorrei che fosse, come mi sforzo di pensarla. la vita quella che si ride, ci si tingono i capelli, si esce, si canta, si balla, si fanno le voci e si ha tantissimo amore per tutti, si cerca di fare sorprese, si cerca di rendere ogni giorno speciale per le persone importanti. perchè ogni giorno è un'occasione da sfruttare al meglio, ogni gesto che non compi adesso magari non lo potrai più compiere.

e posso dire "bisogna sempre avere fiducia in un domani migliore". posso dirlo e posso crederci anche io. ogni giorno può succedere una magia.

tranne che il quattordici gennaio. perchè il quattordici gennaio sono solo io davanti ad uno specchio, che sintetizza tutto ciò che è successo, tutto quello che ho fatto ed ogni cosa diventa grigia, ogni ombra torna al suo posto ed è così buio che penso di non aver fatto niente di buono.

saresti orgoglioso di me? perchè alle volte capita che io non lo sia affatto. alle volte, come oggi vedo solo enormi errori, vedo solo dolore e vedo gente che non mi capisce.

il quattordici gennaio resto sola, non perchè lo voglia ma perchè è così, è la condizione naturale. resto nuda davanti al tempo passato, ai ricordi, ai rimorsi, ai rimpianti. resto sola e non è facile per niente. non è facile perchè non posso solo dormire ed aspettare che sia il quindici. perchè arriva magari anche il trenta, e passano i mesi, ma tu: non ci sei. ed il quattordici è solo un giorno del cazzo, che non significa niente per nessuno, è una data come tutte le altre

che mi ha portato via te. che mi ha spaccata in due, che mi ha rotta, che mi ha ferita, che mi ha distrutta.

e ogni giorno mi ridico le stesse cose: i miei cocci mi rendono la persona che sono, basta attaccare un pò i pezzi, andrà meglio, panta rei (tutto scorre).

tutto scorre. ma quanto sarebbe bello se potessi toccarti? una pacca sulla spalla? un bacio? il tuo profumo? toccare la tua faccia.

datemi solo un attimo. un attimo vi prego UNO. solo uno.mi serve, mi serve tanto. per sentirlo mi basterebbe un attimo. ma c'è solo una lapide a farmi da padre? possibile che sia questa la vita, possibile che sia tutto così incasinato e che non si possa avere UN FOTTUTISSIMO ATTIMO, solo per sapere, per stringere. per vederti.

c'è solo un posto dove ti incontro. e l'altra sera è successo. dal niente, dall'inconscio, senza che fosse successo nulla di particolare, sei tornato. "ti prego, ti prego, devi rispondere a queste domande ho tante cose da chiederti, dai rispondimi" "ma che fretta c'è, dai tranquilla" "nooo! non capisci, devo parlarti adesso!

perchè dopo non ci sarà più tempo, ti prego!"

e ti abbracciavo e tu eri sulla sedia a rotelle con lo sguardo che avevi negli ultimi anni, non autoritario, non freddo, ma dolce e tanto triste. perchè sapevi le cose che io non potevo capire, sapevi che mi avresti lasciata, sapevi che te ne saresti andato e sapevi che avrei affrontato questa vita strana. tu lo sapevi ogni giorno e non c'è stata una volta che io abbia fatto qualcosa per te. non c'è stato un solo momento in cui io abbia potuto capire cosa sarebbe successo e quali e quanti sensi di colpa avrei avuto. le cose non fatte, quelle non dette mi hanno segnata. e capisco quanto sei stato male. capisco perchè di quelle lacrime quando entravo in una stanza. tu sapevi. avresti voluto tornare indietro? avresti voluto avere più tempo? volevi essere il mio papà per tanti altri anni ancora tanti? eh? volevi aspettarmi alzato la sera? volevi accompagnarmi a fare le cose? volevi vedermi adesso all'università? volevi passare il tempo con me a fare e dire e INSEGNARMI come si sta al mondo, come ci si rapporta, qual'è il mio posto e dirmi che se fosse caduta o inciampata ci saresti stato tu ad attutire il colpo? volevi avere il tempo per difendermi? volevi essere scudo di mille battaglie? queste cose le avrai pensate tutte, ma la consapevolezza era tanta. il tempo era scaduto ed io ero una bambina impaurita e lontana.

sarò sempre una bambina combatutta tra il desiderio di qualcuno che la protegga ed il profondo bisogno di essere quella più forte.

sempre spaccata in due, sempre spaccata a metà. sempre. anche se in certi momenti i due pezzi tornano insieme e ce li tengo a fatica...sento il continuo scricchiolare. finchè non si staccano ancora.

e non sopporto chi mi conpatisce, perchè NON CAPIRETE MAI. non saprete mai la paura che provo. non potete immaginare quanto sia difficile festeggiare gli anni che passano insieme a vostra madre e pensare costantemente che morirà. che il tempo passa per tutti. che resterò sola senza una famiglia. che il tempo è sempre di meno. che potrei rimpiangere tantissime cose. che non ci sarebbe più qualcuno che per me è fonte incessante di amore e sicurezza. avere paura ad ogni analisi e ad ogni piccolo dolore che la propria vita possa andare in pezzi. non riesco più ad andare avanti così.

a settembre avrai sessant'anni ma io non voglio, non voglio...non voglio.

ho sempre tanta paura.

e la cosa peggiore è che nessuno mi può aiutare, nessuno può consolarmi, nessuno! perchè le mie paure le annulla lei,ed io non posso stare senza. e questa, questa è la paura più grande del mondo, quella che non si può evitare. non c'è scampo. non si può cambiare. è per questo che sinceramente invidio chi crede in dio, avete qualcosa che vi dia forza, avete fede perciò riuscite a superare la perdita, avete sempre qualcuno che veglia su di voi. mentre nella mia ottica profondamente terrena, chi veglia su di me è temporaneo e passeggero, e mi sento continuamente in pericolo.

ma oggi è già il quindici, vero?

 everything's gonna be all right.

l'ha detto bets ed erano le 02:09 | link | commenti
domenica, 13 gennaio 2008

domani è il quattordici gennaio. sì, torna ogni anno.

 

l'ha detto bets ed erano le 13:14 | link | commenti
sabato, 12 gennaio 2008

nonostante i pronostici questa giornata no, non sta andando benissimo.

niente scarpe nuove rendono bets una bets infelice.

Sei il colore che non ho
e non catturerò
ma se ci fosse un metodo
vorrei che fosse il mio
fanne quel che vuoi, di noi
me l'hai insegnato tu
se c'è una cosa che è immorale
è la banalità

lo sai
lo sai
che tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa

sei il colore che non ho
e che vorrei essere io
ma se ti rende libera
ti regalo il mio

e basta, basta veramente con domande da inquisitore.

 

l'ha detto bets ed erano le 14:06 | link | commenti

c'è qualcosa dentro di me, che è sbagliato e non ha limiti. e c'è qualcosa dentro di te, che è sbagliato e ci rende simili. [afterhours].

adesso mi faccio la doccia e poi spero che luca si alzi e mi accompagni a comprare gli stivali. potenzialmente questa potrebbe essere una bella giornata.

ieri, finalmente, sono uscita con sara. e io non lo so quella ragazza che mi fa, però ogni volta sono sempre felice ed ogni volta che deve andare perdo un pezzettino di questa gioia. fosse per me ci passerei tutti i minuti, perchè ci sono persone che proprio non ce la fai a lasciarle andare via. ush. ci sono persone che davvero ci staresti sempresempre, e sara da quando la conosco veramente è una di queste. e poi lei sul gioco ha scritto che io sono una delle felicità e allora io come faccio a pensare a tutti i giorni che non c'è? e a tutti quelli che non c'è stata? non posso pensarci, posso solo aspettare che torni. perchè quando vale la pena aspettare qualcuno è giusto farlo e la fatica la senti di meno, e questa cosa la sa benissimo anche lei. però il tempo è sempre poco e a me viene da piangere quando le devo fare mega-riassunti delle cose successe, perchè non mi piace riassumere e vorrei che lei ci fosse stata così non avrei dovuto scegliere fra i miei ricordi quelli da dirle. li saprebbe già tutti.

Ed ha passato due giorni con me e bobs, più con bobs che con me dato che dovevo studiare però è stato bellissimo lo stesso. e non mi va di aggiungere altro, perchè poi mi dilungo troppo, perchè la magia non trasperirebbe se non mi dilungassi, perchè adesso non mi va di scrivere più di così.

e uz dov'è?

e diletta? diletta :° perchè è sempre così? io aspetto, aspetto, ma ci sono delle volte nella vita che non posso semplicemente fermare tutto ed aspettarti. ci sono delle volte in cui ho bisogno di te nel momento in cui ti chiamo, e non un mese dopo. in quel momento. dopo non avrebbe più senso magari. e ormai va a finire alla settimana prossima, e forse sarò io a non avere tempo -_- vorrei che tornasse come prima, quando passavi a casa mia a qualsiasi ora. a me non importa se gli altri lo trovano sconveniente, io voglio che passi da me ogni volta che vuoi. voglio che torni. com'eri.

l'ha detto bets ed erano le 10:02 | link | commenti (1)
martedì, 08 gennaio 2008

"ma lei ha l'età per frequentare questo corso?" "sì" "quanti anni ha?" "quindici.."

[grazie prof per regalarmi questi momenti di gioia^^]

ed ecco finalmente il video del natale!

 

l'ha detto bets ed erano le 17:57 | link | commenti

"ma questa è una bambina!"

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