passerà il tempo, ma non passerà...questa lunga storia d'amore...
tu sei quello che alle tre e mezza, nel cuore della fase rem, mi va a prendere da bere perchè mi sveglio assetata. tu sei quello che fa le scale alle tre e mezza e mi da da bere mentre abbiamo ancora gli occhi chiusi dal sonno. tu sei quello che mi fa dormire con le due maglie del basket.
sei la risposta ad ogni domanda, richiesta, bisogno, desiderio.
e mi piace dormire a casa tua, anche se per coprirmi non mi bastano le sfogliatellegiovannirana che usi tu. e la finestra aperta mi sembra un pò eccessivo. cavolo: dormi in mutande!

cix deux
bets: alors mon amour...pour ce soire...donc? dis-moi...
cix: la tour eiffel
bets: oui, oui...la tour eiffel est merveilleuse...mais...
cix: la baguette...
bets: veux tu la baguette dans le cul?
cix: [ci pensa] ... NO!
bets: ahahaahh bravo!bravo!
cix: sent...ma...per quanto riguarda il discorso di prima di sessuar...
AHAUHAUAHUAHAUHAUAHUAHA
solo tu :°D

love.
si ride, ragazzi, con cix si ride di sicuro!
a cena
cix: praticamente io pe avecce un regalo potente me so finito le feste importanti...devo sposamme
a casa di bets poco dopo
bets: comunque, per quel discorso del matrimonio...dobbiamo sbrigarci perchè la ps3 dopo passa di moda... [occhi sognanti...]
cix: mh mh
bets: ma hai capito che volevo dire?
cix: mh mh
bets: che volevo dire?
cix: che bisogna sbrigasse a compralla.
PERCHè. PERCHè?!?

mamma. la bocca si riempie di suono e gli occhi di lacrime.
è difficile spiegare cosa si prova a lasciare mamma in ospedale. cosa si prova nell'andarsene. cosa si prova quando pensi che non ci sarà per sempre. cosa si prova nell'immaginarsi sola.
quante cose non abbiamo fatto? quanto tempo abbiamo perso? è un pò che queste domande mi girano in testa. quanto avrò ancora la possibilità di averla con me? quanto?
stare a pesaro in certe sere non è affatto facile. ma non è facile stare in alcun luogo quando hai certi pensieri.
pensieri che a vent'anni non so quanto sia giusto avere. ma cosa sia "giusto" ancora non l'ho capito, perchè se si parla di giustizia divina, beh allora io ancora sto aspettando di pareggiare i conti.
se invece è tutto all'insegna del caos, allora va bene così ed è inutile lamentarsi.
mia madre mi ha sempre protetta, da qualsiasi cosa avesse potuto turbarmi. mi ha sempre coccolata, e difesa, e tenuta costantemente sotto una campana di vetro. ho avuto tanti privilegi. tante coccole. tanti vizi e sfizi che mi sono stati concessi non per un qualche merito...ma semplicemente perchè si tratta di me. figlia del grande amore con un marito scomparso, bambina senza papà. allora tutto in funzione di me, tutto come vorrei io, tutto per farmi star bene. tutto. non serve che io chieda, perchè c'è già ogni cosa. non serve che io aspetti, perchè si fa subito. questo mi ha resa insofferente, viziata e prepotente. mi ha sempre assecondata ed ingenuamente cerco nella mia vita che anche gli altri facciano lo stesso. ma nessuno è come la mamma. o meglio, nessuno è come MIA mamma. tante volte mi hanno detto "tanto tua madre...baste che glielo dici..." ed è vero. non importa se si trattasse di venirmi a prendere in culo alla luna alle 4 del mattino, di non sgridarmi per la camera in stato pietoso o di non farmi alzare un dito dentro casa. è tutto sullo stesso piano, tutto ha la stessa importanza.
ora, la domanda mi sembra scontata. cosa farò quando lei non ci sarà più? se solo lei al mondo fa tutte queste cose e se solo per lei al mondo io sono così importante, come farò quanto tutto questo mi verrà a mancare? ho paura di perderla ed è terribile, perchè non ho speranze. so che succederà. non è una cosa che possiamo evitare. un giorno accadrà e basta. ed io sarò sempre troppo piccola per sopportarlo.
come posso immaginare questa casa senza di lei? quale sarà casa mia? non ci sarà una casa. non ci sarà più niente. la mia famiglia è la mia mamma. la mia casa è la mia mamma. il mio passato è la mia mamma. il mio presente è pregno della sicurezza di avere la mia mamma. ed il mio futuro, quello, come potrà mai essere senza la mia mamma?
mia sorella e la sua famiglia non saranno mai la mia famiglia, quella lo è solo la mamma. loro sono importanti ma ci passa un oceano tra loro e Lei. tra Lei e chiunque altro passa un oceano, perchè ripeto nessuno farebbe ciò che fa. e nessuno rappresenta ciò che lei rappresenta per me.
ieri sera ho dormito nel letto con lei. come quand'ero più piccola. per anni abbiamo dormito insieme. e so che ogni volta posso tornare a dormirci. ma so anche che in quell'età particolare che si chiama adolescenza tante volte quando mi avrebbe voluta vicina io ho saputo solo rispondere "no". il che è gravissimo, perchè avendo perso mio padre dovrei aver chiaro in mente, costantemente, che siamo di passaggio. che la gente è di passaggio. e che niente è per sempre.
basta un soffio di vento. basta un giorno solo e la tua vita cambia.
non è semplice essere figlia di una mamma così. sempre suscettibile, sempre con la lacrima agli occhi per qualsiasi cosa. certe volte dice delle cose per le quali mi chiedo "ma a che anno si è fermata? siamo nel 2007..." e spesso non ha orari, e spesso corre per tutta la giornata per risolvere problemi a sconosciuti. crescere con lei non è stato facile per certi aspetti, ma per altri è stata una passeggiata.
la mia mamma.
vorrei scrivere altre mille cose ma semplicemente non ci riesco. non riuscirò mai a dirle, a tiararle fuori. vivono nel silenzio dentro di me. vivono come materia fondante del mio stesso essere. come mio dna. il rapporto con mia madre è la base di ogni altro rapporto o azione.
tutto questo a lei non riesco e dirlo. non riesco proprio e vorrei tanto. alla seconda parola che andrei a pronunciare inizieremmo a piangere tutte e due, e odio vederla piangere. ancora di più però odio che lei mi veda piangere. è proprio un mio limite. non riesco a farmi veder piangere da lei. per questo evito discorsi di questo genere. li evito con chiunque ma non mi dispiace metterli sul web. scrivere è più semplice. scrivere senza sapere di preciso con chi si sta parlando è davvero semplice ed aiuta a svuotarsi. ma nel mio caso svuotarsi non è possibile. resta sempre qualcosa dentro che fa male e che ricorda che il dolore non si libera con lacrime, con parole, con blog. il dolore resta come eredità di una vita strampalata come questa.
paradiso+inferno mi ha uccisa :° però...
sono felice, tanto. ancora sento la tua vocina nella testa, e ancora vedo il tuo sorrisino illuminato dalla fioca luce della lampada. cavolo, sono proprio stata bene stasera.
certo il film non era allegrissimo, ma mi ha tirato fuori tanti argomenti che sono stata contenta di condividere con te. ma sopratutto sono contenta perchè eravamo solo noi due a parlare e a ridere. oh, ma lo sai che sto proprio bene insieme a te?
è che ti trovo carinissima ed interessantissima, praticamente mi hai steso! fortuna che l'ho capito :°)
non vedo l'ora di rivederti :)*
[anche se questa cosa non la leggerai mai].
nottenotte.

allora mi aiuti a fare le fragole? :°)
-_- & T_T
gli ho dato il pacco di lettere che tenevo da anni, tutte le lettere che sono rimaste a me e invece dovevano andare a lui. adesso sto meglio, perchè le parole stanno ora lì dove avrebbero dovuto sempre.
stasera abbiamo inaugurato i nachos-corn e queste sono cose che esclusivamente con lui si possono fare.
e come ci si aspettava, anche stasera qualcuno ha creduto io fossi la sua ragazza. "no, non è la ragazza mia eh..." quante volte l'avrà ripetuta negli anni questa frase? ancora mi ricordo quando mia sorella insisteva sul fatto che mi piacesse "dai, sottosotto, almeno un pò...no?" ma certo che mi piace, come potrebbe non piacermi?
abbiamo ben rispolverato i nostri ricordi e mi si è aperto il cuore quando ha detto "eh proprio l'altro giorno ci pensavo a quando ti sei seduta sulla mia borsa..." la borsa grigia, la borsa di andrea che un giorno vedo in gita con me. l'ha regalata alla sua ragazza ma io quella borsa la conosco da quando era "vergine", è su quella borsa che mi sono seduta per fare la defishente under the bridge, ed è in quella borsa che mi si è rotto il cellulare [sotto la mia possente mole]. e lui si è ricordato di questa mia cazzata.
è che ci ricordiamo di tutto.
ora, io non so se lui abbia una memoria di ferro per ogni cosa, ma sono contenta che ricordi noi.
ma come posso io spiegare queste cose di notte, con così poche parole dalla mia parte? bisogna sentirlo dentro, bisogna viverlo, ma nessuno di voi può viverlo. chè è solo nostro.
lo so che ogni rapporto è unico ed esclusivo per chi lo vive, ma voglio ribadirlo.perchè per me andrea rappresenta tutte le cose belle, rappresenta un'estate, un periodo tanto bello che anche adesso rimpiango tantissimo.
quei quindici anni e quelle biciclette, quelle puttanate e l'under the bridge. non tornerà più niente.
cosa darei per svegliarmi domani mattina e vivere una sola giornata di quel periodo. una sola. stare stesa al sole accanto ai miei migliori amici, abbracciare andrea e fare la foto insieme [dove io sembro barbie e lui è tutto triste].
mi manca tanto. vederlo così poco mi fa male perchè ogni volta mi ricordo com'era e ricordo quanto rivorrei ciò che c'era.
buonanotte :°
a pranzo con due piccoli geni.
dopo pranzo, a casa mia, la famiglia di mia sorella si sta cimentando in un divertentissimo gioco che consiste nel dire una parola italiano da parte dei genitori, tradurla in inglese da parte dei bambini, e poi litigare sulla pronuncia.
quest'oggi c'è anche un'amica di mio nipote che di inglese non sa una mazza e si trova nell'imbarazzante situazione di dover partecipare a un gioco tristissimo. in competizione con due geni. poraccia.
e mio cognato "ooo, questa la sa, vai, vediamo "occhi"" ... il silenzio... suggerimenti, e alla fine lo dice pure male :|
poverina, io al suo posto sarei stata un pò a disagio. un pò tanto.
però lei si è saputa tirare fuori chiedendo "posso accarezzare il cane? che bello il cane..."
per un attimo ho temuto che mio cognato chiedesse
"si però prima dimmi come si dice in inglese."
edit: sembra uno di quei film in cui la bambina disagiata viene adottata da una famiglia perfetta e
sanissima. se fosse un film horror lei li fa a pezzi dopo un mese, se fosse un film serio lei scapperebbe di casa e tornerebbe dalla sua povera famiglia in periferia...perchè almeno li parlano un lingua sola e basta quella.
posso aiutarti a fuggire piccola "sammy" [era un nome che mi suonava adatto al mio film].
buon pomeriggio.
grazie spiderman.
quando è uscito il primo spideraman io avevo 15 anni e stavo iniziando a conoscere ilario, nonchè rhcp. infatti ci siamo andati insieme al cinema a vederlo. cosa mi ha spinto a farlo non lo so di preciso, ma immagino fosse un'occasione di fare qualcosa e di stare insieme. era l'8 giugno.
spiderman 2 è uscito a due anni di distanza e la mia conoscenza di ilario era terminata da un pezzo, e per essere fedele alle tradizioni sono andata a vederlo una sera col mio rhcp.
ora è uscito il terzo capitolo e per me significa più di quanto significhi per gli altri. mi ha dato un pretesto per mandare un messaggio ad andrea e chiedergli se l'avesse visto [perchè non è detto che per lui significhi ciò che significa per me,no?].
la risposta è stata proprio quella che uno si aspetta da andrea "non l'ho
visto e pensavo che sarebbe bello andarci con te".
perchè certi significati restano e basta, non c'è bisogno di altre parole.
da questo messaggio addirittura gli do il contatto msn e chattiamo, dopo quanto...mille anni? abbiamo deciso che domenica si fa pizza&cinema. e dobbiamo raccontarci tante storie e intrattenerci con mille ricordi [come quando gli ho detto "ho il reffreddore" e lui mi fa "si dice raffreddofore" :°° come fai a ricordare tutto?].
spiderman è uno di quei film che non vedrei per nulla al mondo, sopratutto al cinema, me lo potrebbe chiedere chiunque. ma andrea non è chiunque e poi si parla di tradizioni e si parla di prima uscita insieme quell'8 giugno. un'uscita che abbiamo festeggiato. eh! quindi spero che adesso sia chiaro quanto sono grata a questo supereroe per il miracolo che ha compiuto.
io domenica...eco con andrea.